L’Enasarco è una cassa previdenziale integrativa, ma obbligatoria, a cui devono essere iscritti i rappresentati di commercio e gli agenti.

I rappresentanti ed agenti di commercio in Italia sono gli unici lavoratori che devono obbligatoriamente essere iscritti a due enti previdenziali. La legge prevede per questi lavoratori autonomi l’obbligo di iscriversi alla gestione separata INPS a cui devono essere versati i contributi e all’Enasarco. Il contributo viene calcolato tenendo in considerazione tutte le somme percepite da agenti e rappresentanti nell’ambito delle loro attività. Tra queste si ricordano le principali, cioè:

  • le provvigioniquindi l’entrata principale di tali professionisti basate sull’ammontare dei contratti conclusi per le aziende mandatarie
  • i rimborsi spese, ad esempio i rimborsi di carburante o spese varie come cancelleriap
  • Premi di produzione, cioè gli incentivi che l’agente e il rappresentante ricevono dalle aziende in base ai risultati ottenuti
  • l’indennità di mancato preavviso

A quanto ammontano i contributi e chi li versa

Deve essere sottolineato fin da subito che sarà la ditta mandante a doversi fare carico di eseguire i versamenti, questo implica che tratterrà le somme da quanto dovuto all’agente e le verserà ad Enasarco in qualità di sostituto e proprio per questo il rischio di evasione è piuttosto ridotto. Stabilire l’ammontare esatto del contributo da versare non è semplice perché devono essere tenute in considerazione le aliquote che cambiano di anno in anno, i minimali e i massimali.

Si è anticipato che i contributi versati hanno anche un ammontare minimo e uno massimo, queste somme quindi sono indipendenti dai reali guadagni. I minimali e i massimali vengono determinati annualmente in base agli indici ISTAT dei prezzi al consumo calcolati per impiegati e operai.

La pensione Enasarco

Versare contributi a un ente previdenziale vuol dire avere in futuro delle prestazioni sociali che possano tenere al riparo da problemi economici. L’Enasarco prevede due tipologie di prestazioni. La prima è la pensione di vecchiaia, rispetto alle norme generalmente conosciute, questa ha regole parzialmente diverse. Anche in questo caso ci sono due regole applicabili. La prima prevede per gli uomini la possibilità di andare in pensione dopo aver maturato 20 anni di contribuzione e 65 anni di età. Parzialmente diversa è la regolamentazione per l’accesso alla pensione di vecchiaia per le donne che possono usufruirne a 63 anni, sempre dopo aver versato almeno 20 anni di contributi. In alternativa vi è una pensione di vecchiaia calcolata con metodo simile alla quota 100 prevista per i lavoratori dipendenti, in questo caso si può però parlare di quota 92 o 86.

In breve per gli uomini è possibile andare in pensione nel caso in cui sommando età anagrafica e anni di contributi si raggiunge quota 92, mentre per le donne è necessario sommare età anagrafica e contributi e raggiungere quota 87. Nel tempo però le condizioni per l’accesso al pensionamento tra uomini e donne devono essere parificate in modo graduale. La parificazione deve avvenire entro il 2022.

Oltre alla pensione di vecchiaia è prevista anche la rendita integrativa Enasarco introdotta nel 2012. La stessa spetta agli iscritti che abbiano versato contributi, ma non hanno maturato quanto necessario per l’accesso alla pensione di vecchiaia. Per ottenere questa rendita è necessario avere almeno un’anzianità contributiva di 5 anni mentre l’ammontare viene calcolato su quanto effettivamente versato ridotto del 2% per ogni anno mancante al raggiungimento di quota 92. Per poter ottenere questa rendita è necessario anche un altro requisito e cioè aver compiuto 67 anni di età. Un’importante novità è data dal fatto che anche la rendita contributiva è reversibile quindi il coniuge sopravvissuto potrà ottenere una quota del contributo.

Enasarco FIRR: di cosa si tratta

Il FIRR è un Fondo Indennità di Risoluzione Rapporto, può essere considerato l’equivalente del TFR corrisposto ai lavoratori dipendenti. Nel calcolo di quanto effettivamente spettante al singolo agente o rappresentante di commercio devono essere tenuti in considerazione diversi parametri. In particolare il tipo di mandato, pluri-mandatario o mono-mandatario, le provvigioni maturate l’anno antecedente rispetto a quella della risoluzione del rapporto, la durata del mandato da cui si cessa. Anche in questo caso, come nel TFR le somme sono accantonate presso l’Enasarco in seguito ai versamenti eseguiti dai committenti a favore dei propri agenti. Al momento della risoluzione del contratto le somme vengono richieste attraverso il sito dell’ente.