Fringe benefit esenti dal reddito fino a 516,46 euro anche nel 2021

La versione definitiva del decreto “Sostegni” conferma alcune misure per l’incentivazione del welfare aziendale ossia, nello specifico, il raddoppio del limite di esenzione dei fringe benefit, a valere anche per l’anno d’imposta 2021; si passa da 258,23 euro a 516,46 euro. Tra i beni e servizi erogati gratuitamente che rientrano nel calcolo utile al raggiungimento della soglia di 516,46 euro vi sono, per esempio, le auto, motocicli e ciclomotori dati in uso promiscuo al dipendente, i mutui e i prestiti concessi a tassi ridotti, i fabbricati offerti in comodato d’uso o a condizioni agevolate e i servizi di trasporto ferroviario prestati gratuitamente.

Compenso amministratori:

Il compenso degli amministratori viene determinato dall’assemblea ordinaria, ove non previsto e quantificato dallo statuto e deve essere congruo e parametrato alla struttura, alla dimensione ed alla redditività della società, ben potendo essere previsti ulteriori compensi in favore di quegli amministratori investiti di particolari cariche.
Il compenso può essere determinato su base mensile, trimestrale o annuale ed è imponibile sotto il profilo previdenziale ed assistenziale.
Come determinarlo
Gli amministratori possono essere remunerati per l’attività svolta in misura fissa, variabile o mista.
A tali modalità di corresponsione del compenso possono essere aggiunti, previa deliberazione da parte dell’assemblea: un rimborso delle spese sostenute in funzione del mandato; un’indennità di fine mandato, compensi in natura e/o benefici supplementari.
A cosa è soggetto
Il compenso corrisposto da una società ai propri amministratori è soggetto ad IRPEF per scaglioni di reddito, non è soggetto ad IVA ed è soggetto al pagamento dei contributi INPS.
Gli amministratori erano tenuti ad iscriversi alla gestione separata INPS. La contribuzione dovuta è posta per 1/3 a carico dell’amministratore e per 2/3 a carico della società.
Trattamento di fine mandato
Le aziende possono decidere di corrispondere agli amministratori, al termine del loro mandato, una indennità definita “trattamento di fine mandato”.
Si tratta di un compenso aggiuntivo a quello ordinario stabilito dallo statuto sociale ovvero dall’assemblea dei soci e lasciato alla libera contrattazione delle parti. In ogni caso è bene che l’ammontare di tale indennità sia determinato tenendo conto del criterio di ragionevolezza, quindi delle dimensioni aziendali, della struttura, del volume d’affari nonché della complessità dell’amministrazione della società.